Salento: il mare cresce a singhiozzo
Una crescita del livello annuale medio modulata dalla variabilità interna
Com’è cambiato il livello del mare nel Salento negli ultimi trent’anni? È aumentato di circa 10 cm, ma con una variabilità inter-annuale del medesimo ordine di grandezza. È possibile mettere in relazione i picchi del livello medio annuale con alcune importanti variazioni della circolazione del mar Ionio e dell’oceano Atlantico. Il risultato lo mostro nella figura sotto.
Didascalia
a) Serie temporali di livello medio del mare in vari bacini e anni di inversione della loro tendenza. Le lettere C ed A indicano il possibile inizio di fasi rispettivamente cicloniche (rotazione antioraria) e anticicloniche (oraria) per la vorticità del mar Ionio. La banda grigia si riferisce all’anno in cui l'indice NAO è stato particolarmente negativo. Il tasso di crescita del livello marino fittato su tutto il periodo è dato in legenda e le rette di regressione sono tratteggiate a colori. Tranne il segnale relativo al mareografo di Otranto, i dati sono da altimetria satellitare. b) I contorni dei bacini sono disegnati col colore corrispondente alle serie temporali in a). La freccia ondulata nera rappresenta un ramo della circolazione superficiale Atlantica che entra nello stretto di Gibilterra e poi prosegue sino al canale di Sicilia. Lì, a seconda della vorticità nello Ionio, prosegue verso il mare a sud di Creta e quindi il Levantino (fase C), oppure viene deflessa verso il canale d’Otranto (fase A, v. inserto della mappa).
Le implicazioni della crescita del livello medio del mare? Mareggiate più aggressive e spiagge più piccole. Per una pendenza della battigia del 3%, circa 30 cm in meno per ogni cm di risalita del mare. Quindi in un terzo di secolo abbiamo probabilmente perso 3 metri di spiaggia. Significa una superficie di 3 ettari ogni 10 km di costa.
Dati e metodi
Ho utilizzato dati mensili di:
altimetria satellitare: sea level anomaly dal Copernicus Marine Service dell’Unione Europea (prodotto SEALEVEL_EUR_PHY_L4_MY_008_068)
livello relativo del mare da mareografo: dati della stazione “Otranto II” del PSMSL.
Ho inoltre definito i domini geografici:
“Atlantico del Nord”: la regione oceanica compresa tra 20 e 60°N, escludendo il Golfo del Messico
“Mediterraneo”: tutto il bacino del mar Mediterraneo, da Gibilterra ai Dardanelli
“Salento”: la parte di Mediterraneo compresa nel riquadro con vertici in (17.34°E, 39.25°N) e (18.90°E, 41.05°N).
Per tutti i dataset, ho rimosso il segnale stagionale degli anni dal 2001 al 2023. Le linee grigie tratteggiate si riferiscono ai punti di inversione dell’indicatore IMF2 nel mar Adriatico secondo Meli (2024); la banda grigia all’anno con l’indice di North Atlantic Oscillation (NAO) molto negativo, cf. Volkov et al. (2019).
Riferimenti
Volkov, D. L., M. Baringer, D. Smeed, W. Johns, and F. W. Landerer, 2019: Teleconnection between the Atlantic Meridional Overturning Circulation and Sea Level in the Mediterranean Sea. J. Climate, 32, 935–955, https://doi.org/10.1175/JCLI-D-18-0474.1.
Meli, M. The potential recording of North Ionian Gyre’s reversals as a decadal signal in sea level during the instrumental period. Sci Rep 14, 4907 (2024). https://doi.org/10.1038/s41598-024-55579-4


Un approfondimento discorsivo di questo post in un mio articolo per Scienza in Rete: https://scienzainrete.substack.com/i/192957649/lascesa-intermittente-del-livello-del-mare-il-caso-del-salento